mercoledì 3 luglio 2013

Afrodisia

Se Afrodisia sorgesse più vicina al mare o a İstanbul sarebbe senza dubbio uno dei luoghi più visitati di tutta la Turchia. Per fortuna, invece, la sua ubicazione piuttosto remota consente spesso di ammirarne il celebre stadio e gli imponenti colonnati in totale assenza di altri visitatori (arrivati alle 9 eravano gli unici visitatori). Il sito archeologico è molto esteso e in ottimo stato di conservazione.
Si incontrano piccoli gruppi di archeologi che spostano ruderi o affiggono cartelli nel terreno per segnalare qualche ritrovamento. Anche se a Efeso ci sono singole rovine più belle, ciò che contraddistingue Afrodisia è l’estensione dei resti, i quali permettono di apprezzare al meglio il fascino che doveva
Il magnifico tetrapilo (porta monumentale), che un tempo accoglieva i pellegrini diretti al Tempio di Afrodite. La struttura è stata ricostruita quasi interamente con i blocchi originali

Il teatro di marmo bianco, un auditorium con palcoscenico e 7000 posti a sedere (alcuni con il nome delle personalità cui erano riservati).

Lo stadio, che con i suoi 270 m di lunghezza è uno dei più grandi nonché uno dei meglio conservati del mondo antico. Lo stadio ha una forma leggermente ellittica per offrire agli spettatori una visuale ottimale. La maggior parte dei suoi 30.000 posti a sedere è stata invasa dalle erbacce, ma potrebbe essere ancora utilizzabile, e tuttora si riesce quasi a immaginare l’atmosfera di eccitazione che si veniva a creare durante un avvenimento a cui allora assistevano migliaia di persone esultanti. Alcuni posti erano riservati a personaggi importanti o corporazioni. In epoca successiva l’estremità orientale della struttura fu trasformata in un’arena per i combattimenti tra i gladiatori e ancora oggi si possono vedere le gallerie da cui i combattenti facevano la loro minacciosa entrata.